Per la prima volta nella sua interezza proponiamo alla Soffitta "Trilogia della Ragione" di Milena Costanzo, un progetto scenico evolutosi tra il 2012 e il 2018 attraverso studi, tappe di lavoro, laboratori e sfociato nella creazione di tre spettacoli, da cui un volume fotografico che lo documenta ma prima di tutto ne racconta la lunga gestazione, le varie diramazioni e i prodotti collegati. Il progetto ruota intorno a un femminile alternativo, si ispira a tre donne auto-emarginatesi dalla società e dal loro piccolo mondo per una speciale incompatibilità. L’insostenibile leggerezza dell’essere altre da sé, come nel caso di Emily Dickinson, Simone Weil e Anne Sexton, diventa un’ombra che le fa scivolare via, lontano, fuori. Esse appartengono a tre tempi e culture differenti, non hanno apparentamenti dichiarati, sono però affini, legate elettivamente da una comune s-ragione che le rende illuminate: nella solitudine, nella routine, nella malattia. Milena Costanzo, attrice-autrice “totale” di rara qualità e finezza, scrive la scena per tre esistenze letteralmente “fuori scena”, donne che col teatro non hanno relazioni dirette ma che trovano grazie ad esso la possibilità di essere altre. Costanzo non propone dei biopic, evade l’aneddoto, oblitera la didascalia, evita la declamazione, e gira intorno a queste tre vite, rimugina le loro parole, si mette letteralmente nei loro panni per farli suoi in un continuo cortocircuito tra la vita, la scena, l’autobiografia. Per queste ragioni, parallelamente ai tre spettacoli, liberamente ispirati alle vite e alle opere di Dickinson, Weil e Sexton, sono previsti alcuni appuntamenti per approfondire il lavoro scenico attraverso incontri con gli artisti e un seminario teorico-pratico, più alcune proiezioni e interventi di specialisti.

Milena Costanzo/Trilogia della Ragione. Anne Sexton, Emily Dickinson, Simone Weil

MEI S
2019

Abstract

Per la prima volta nella sua interezza proponiamo alla Soffitta "Trilogia della Ragione" di Milena Costanzo, un progetto scenico evolutosi tra il 2012 e il 2018 attraverso studi, tappe di lavoro, laboratori e sfociato nella creazione di tre spettacoli, da cui un volume fotografico che lo documenta ma prima di tutto ne racconta la lunga gestazione, le varie diramazioni e i prodotti collegati. Il progetto ruota intorno a un femminile alternativo, si ispira a tre donne auto-emarginatesi dalla società e dal loro piccolo mondo per una speciale incompatibilità. L’insostenibile leggerezza dell’essere altre da sé, come nel caso di Emily Dickinson, Simone Weil e Anne Sexton, diventa un’ombra che le fa scivolare via, lontano, fuori. Esse appartengono a tre tempi e culture differenti, non hanno apparentamenti dichiarati, sono però affini, legate elettivamente da una comune s-ragione che le rende illuminate: nella solitudine, nella routine, nella malattia. Milena Costanzo, attrice-autrice “totale” di rara qualità e finezza, scrive la scena per tre esistenze letteralmente “fuori scena”, donne che col teatro non hanno relazioni dirette ma che trovano grazie ad esso la possibilità di essere altre. Costanzo non propone dei biopic, evade l’aneddoto, oblitera la didascalia, evita la declamazione, e gira intorno a queste tre vite, rimugina le loro parole, si mette letteralmente nei loro panni per farli suoi in un continuo cortocircuito tra la vita, la scena, l’autobiografia. Per queste ragioni, parallelamente ai tre spettacoli, liberamente ispirati alle vite e alle opere di Dickinson, Weil e Sexton, sono previsti alcuni appuntamenti per approfondire il lavoro scenico attraverso incontri con gli artisti e un seminario teorico-pratico, più alcune proiezioni e interventi di specialisti.
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