Nei primi anni di regno di Carlo di Borbone e di ritrovata indipendenza del Regno di Napoli, alcuni fenomeni concomitanti attraversano la sfera intellettuale, istituzionale e politica della monarchia napoletana, come di altri governi europei: l’individuazione del commercio come ambito strategico per l’edificazione della nazione e per la sua collocazione internazionale, ma anche come luogo di espressione legittima dell’interesse privato, sia pure da conciliare con l’interesse pubblico; l’affermazione della potestà sovrana sul pluralismo delle giurisdizioni di antico regime; il coinvolgimento di saperi tecnici differenti da quello giuridico-amministrativo nel processo di elaborazione della decisione politica. Vecchie e nuove istituzioni sono chiamate alla costruzione normativa di un universo ordinato alla produzione di ricchezza. È un percorso non lineare, e dall’esito tutt’altro che scontato. In questo volume, le ansiose, variegate, contraddittorie “sperimentazioni del potere” che il governo borbonico realizza sul terreno della regolazione del commercio sono osservate, e offerte all’analisi storica, attraverso la lente documentale della consulta, parere richiesto dal sovrano a soggetti reputati competenti in vista della produzione di norme di ogni livello. I 330 testi proposti, quasi tutti inediti, includono anche rappresentanze presentate di propria iniziativa al sovrano da soggetti istituzionali, progetti di buon governo proposti da individui esterni o periferici all’amministrazione, corrispondenze consolari, suppliche e altre forme ancora di comunicazione di fatti e pareri volti a orientare la decisione politica. Uno straordinario spaccato delle condizioni dell’economia napoletana, dei temi sul tappeto, dei linguaggi, dei protagonisti del primo riformismo borbonico.

Consulte, rappresentanze, progetti per l'economia del Regno di Napoli. I. 1734-1739

Clemente, Alida;
2021

Abstract

Nei primi anni di regno di Carlo di Borbone e di ritrovata indipendenza del Regno di Napoli, alcuni fenomeni concomitanti attraversano la sfera intellettuale, istituzionale e politica della monarchia napoletana, come di altri governi europei: l’individuazione del commercio come ambito strategico per l’edificazione della nazione e per la sua collocazione internazionale, ma anche come luogo di espressione legittima dell’interesse privato, sia pure da conciliare con l’interesse pubblico; l’affermazione della potestà sovrana sul pluralismo delle giurisdizioni di antico regime; il coinvolgimento di saperi tecnici differenti da quello giuridico-amministrativo nel processo di elaborazione della decisione politica. Vecchie e nuove istituzioni sono chiamate alla costruzione normativa di un universo ordinato alla produzione di ricchezza. È un percorso non lineare, e dall’esito tutt’altro che scontato. In questo volume, le ansiose, variegate, contraddittorie “sperimentazioni del potere” che il governo borbonico realizza sul terreno della regolazione del commercio sono osservate, e offerte all’analisi storica, attraverso la lente documentale della consulta, parere richiesto dal sovrano a soggetti reputati competenti in vista della produzione di norme di ogni livello. I 330 testi proposti, quasi tutti inediti, includono anche rappresentanze presentate di propria iniziativa al sovrano da soggetti istituzionali, progetti di buon governo proposti da individui esterni o periferici all’amministrazione, corrispondenze consolari, suppliche e altre forme ancora di comunicazione di fatti e pareri volti a orientare la decisione politica. Uno straordinario spaccato delle condizioni dell’economia napoletana, dei temi sul tappeto, dei linguaggi, dei protagonisti del primo riformismo borbonico.
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