Il saggio esamina alcuni aspetti della didattica processual-penalistica nell’Università italiana tra l’Unità e la fine del secolo XIX. L’indagine si muove lungo tre filoni. Il primo riguarda l’organizzazione dei corsi di studio: il quadro normativo instabile non favorí la crescita d’una disciplina che si percepiva compressa tra il primato accademico del Diritto penale sostanziale e il radicato pregiudizio d’un sapere arido, esegetico, meramente pragmatico. Il secondo filone, anche con il supporto d’una mappatura prosopografica della classe docente, tenta di far luce sui non pochi corsi ‘autonomi’ di Procedura penale che, specie in sedi decentrate, furono attivati grazie al meccanismo degli incarichi o scorporando di fatto l’unico insegnamento penalistico. Il terzo filone offre una panoramica della manualistica: una letteratura non esigua, connotata da spiccati tratti identitari come la propensione teorica, l’insistenza sull’ancillarità del diritto penale formale e sulla sua indole giuridico-politica, che legittimava il dispiegamento delle garanzie liberali ed esaltava la dimensione costituzionale della giustizia.

Da una cattedra che non c’era. La didattica processual-penalistica nell’Italia liberale

Miletti Marco Nicola
2019-01-01

Abstract

Il saggio esamina alcuni aspetti della didattica processual-penalistica nell’Università italiana tra l’Unità e la fine del secolo XIX. L’indagine si muove lungo tre filoni. Il primo riguarda l’organizzazione dei corsi di studio: il quadro normativo instabile non favorí la crescita d’una disciplina che si percepiva compressa tra il primato accademico del Diritto penale sostanziale e il radicato pregiudizio d’un sapere arido, esegetico, meramente pragmatico. Il secondo filone, anche con il supporto d’una mappatura prosopografica della classe docente, tenta di far luce sui non pochi corsi ‘autonomi’ di Procedura penale che, specie in sedi decentrate, furono attivati grazie al meccanismo degli incarichi o scorporando di fatto l’unico insegnamento penalistico. Il terzo filone offre una panoramica della manualistica: una letteratura non esigua, connotata da spiccati tratti identitari come la propensione teorica, l’insistenza sull’ancillarità del diritto penale formale e sulla sua indole giuridico-politica, che legittimava il dispiegamento delle garanzie liberali ed esaltava la dimensione costituzionale della giustizia.
2019
978-88-3379-099-2
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