Le indagini condotte negli ultimi anni in alcuni contesti urbani e rurali della Puglia centro-settentrionale (Canosa, Ordona, San Giusto, Faragola, masseria Pantano, San Lorenzo in Carmignano e Montecorvino) stanno consentendo di ampliare l’orizzonte delle conoscenze sui vetri tardoantichi, altomedievali e medievali, sostanzialmente poco noti in relazione al comparto territoriale in esame. Nonostante alcuni progressi registrati negli ultimi anni, emerge una sostanziale carenza di studi sistematici e di progetti di ricerca mirati; i materiali vitrei editi, rinvenuti in contesti stratigrafici affidabili, sono estremamente limitati. Parallelamente ad un ampio progetto archeometrico incentrato su indicatori di lavorazione, vasellame, tessere musive e sectilia in pasta vitrea, sono stati effettuati studi su aspetti morfo-tipologici finalizzati all’elaborazione di un atlante crono-tipologico delle forme vitree dal III-IV al XV sec. d.C. In questa sede ci soffermeremo sugli aspetti funzionali dei manufatti vitrei, cercando di approfondire alcune linee di ricerca proposte in passato e di introdurre elementi di novità, alla luce dei dati emersi dalle ricerche più recenti e dal riesame di alcuni contesti editi significativi. Il contributo infatti si propone di esaminare, attraverso un’analisi integrata dei reperti vitrei e delle suppellettili da mensa di altro materiale, il ruolo e le funzioni assegnati al vetro nell’articolazione di un servizio da tavola, verificandone anche le modificazioni fra Tardoantico e Medioevo. In età tardoantica e medievale, il repertorio morfo-tipologico del vasellame utilizzato sulla mensa, sia pur semplificato e polarizzato su alcuni tipi funzionali, continua ad apparire abbastanza articolato. Si tenterà di proporre una lettura diacronica dei differenti tipi di corredi domestici documentati, presentando anche il vasellame ceramico coevo, proveniente dalle medesime stratigrafie. Si dispone infatti di contesti significativi relativi a cucine e a magazzini/dispense di abitazioni urbane e rurali che hanno restituito, accanto a nuclei cospicui di vetri, quantità consistenti di ceramiche da cucina, da mensa e da dispensa e un considerevole campione faunistico e archeobotanico. Si cercherà di capire se la sostanziale identità tra produzioni urbane e rurali, emersa dagli studi ceramici, si rifletta anche nel vasellame vitreo o se il diverso status sociale possa aver influenzato le caratteristiche dei corredi domestici, seguendo l’evoluzione del trend da età tardoantica a età medievale. Più specificatamente si tenterà di cogliere eventuali analogie o differenze nei tipi di vasellame vitreo documentato nelle cucine e sulle tavole delle élites cittadine e rurali e in quelle dei ceti subalterni, anche con l’obiettivo di verificare se la caratterizzazione morfo-tipologica delle suppellettili possa essere ritenuta un indicatore di differenziazione sociale, pure in rapporto a usi alimentari socialmente diversificati.

Vetro e alimentazione fra Tardoantico e Medioevo: riflessioni a partire da alcuni casi di studio della Puglia centrosettentrionale

GIANNETTI, FRANCESCA;GIULIANI, ROBERTA;TURCHIANO, MARIA
2017-01-01

Abstract

Le indagini condotte negli ultimi anni in alcuni contesti urbani e rurali della Puglia centro-settentrionale (Canosa, Ordona, San Giusto, Faragola, masseria Pantano, San Lorenzo in Carmignano e Montecorvino) stanno consentendo di ampliare l’orizzonte delle conoscenze sui vetri tardoantichi, altomedievali e medievali, sostanzialmente poco noti in relazione al comparto territoriale in esame. Nonostante alcuni progressi registrati negli ultimi anni, emerge una sostanziale carenza di studi sistematici e di progetti di ricerca mirati; i materiali vitrei editi, rinvenuti in contesti stratigrafici affidabili, sono estremamente limitati. Parallelamente ad un ampio progetto archeometrico incentrato su indicatori di lavorazione, vasellame, tessere musive e sectilia in pasta vitrea, sono stati effettuati studi su aspetti morfo-tipologici finalizzati all’elaborazione di un atlante crono-tipologico delle forme vitree dal III-IV al XV sec. d.C. In questa sede ci soffermeremo sugli aspetti funzionali dei manufatti vitrei, cercando di approfondire alcune linee di ricerca proposte in passato e di introdurre elementi di novità, alla luce dei dati emersi dalle ricerche più recenti e dal riesame di alcuni contesti editi significativi. Il contributo infatti si propone di esaminare, attraverso un’analisi integrata dei reperti vitrei e delle suppellettili da mensa di altro materiale, il ruolo e le funzioni assegnati al vetro nell’articolazione di un servizio da tavola, verificandone anche le modificazioni fra Tardoantico e Medioevo. In età tardoantica e medievale, il repertorio morfo-tipologico del vasellame utilizzato sulla mensa, sia pur semplificato e polarizzato su alcuni tipi funzionali, continua ad apparire abbastanza articolato. Si tenterà di proporre una lettura diacronica dei differenti tipi di corredi domestici documentati, presentando anche il vasellame ceramico coevo, proveniente dalle medesime stratigrafie. Si dispone infatti di contesti significativi relativi a cucine e a magazzini/dispense di abitazioni urbane e rurali che hanno restituito, accanto a nuclei cospicui di vetri, quantità consistenti di ceramiche da cucina, da mensa e da dispensa e un considerevole campione faunistico e archeobotanico. Si cercherà di capire se la sostanziale identità tra produzioni urbane e rurali, emersa dagli studi ceramici, si rifletta anche nel vasellame vitreo o se il diverso status sociale possa aver influenzato le caratteristiche dei corredi domestici, seguendo l’evoluzione del trend da età tardoantica a età medievale. Più specificatamente si tenterà di cogliere eventuali analogie o differenze nei tipi di vasellame vitreo documentato nelle cucine e sulle tavole delle élites cittadine e rurali e in quelle dei ceti subalterni, anche con l’obiettivo di verificare se la caratterizzazione morfo-tipologica delle suppellettili possa essere ritenuta un indicatore di differenziazione sociale, pure in rapporto a usi alimentari socialmente diversificati.
2017
9788890729782
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