La desertificazione è una calamità di origini antiche che solo da pochi anni suscita preoccupazioni, in quanto i processi di desertificazione si stanno sviluppando su scala globale e a ritmo accelerato, rendendo ogni anno inutilizzabili nel mondo circa 60 mila chilometri quadrati di terreni, mentre su 5,2 miliardi di ettari di terre utili per l’agricoltura circa 3,6 miliardi soffrono di erosione e di degrado avanzato. Pertanto, ogni cambiamento nei metodi di coltivazione vede protagonisti gli agricoltori, sia in quanto destinatari di processi formativi, sia come attori nell’applicazione delle tecniche di conservazione delle risorse naturali disponibili sul territorio. Ad oggi, solo le misure agro-ambientali della Politica Agricola Comunitaria (PAC) con i relativi regolamenti attuativi hanno riconosciuto tale ruolo di attori della conservazione agli agricoltori, prevedendo opportuni incentivi a coloro che hanno adottato tecniche di estensivizzazione delle coltivazioni. Le azioni ai fini della lotta alla desertificazione che possono trovare applicazione in campo agricolo riguardano gli interventi agronomici denominati “Buone Pratiche Agricole” sono: la corretta gestione dell’irrigazione per ridurre gli sprechi e le perdite nel terreno; il controllo e razionalizzazione degli emungimenti idrici; le lavorazioni del terreno; gli avvicendamenti colturali; la corretta gestione della fertilità e fertilizzazione e dei residui colturali per aumentare la sostanza organica; l’impiego delle acque reflue; l’equilibrato controllo sugli agrofarmaci e sulle malattie vegetali; le sistemazioni idraulico-agrarie; gli incentivazione alla ricerca su tematiche riguardanti la sostenibilità. E’ chiaro che le strategie di mitigazione del processo di desertificazione non sono più procrastinabili e, nella loro definizione, appare rilevante la collaborazione con gli operatori agricoli per la individuazione degli interventi. Ciò pone in risalto la necessità di maggiore capacità relazionali dell’imprenditore agricolo e una professionalità più ampia. Per questo è necessario sviluppare servizi di assistenza tecnica e adeguare il processo formativo, come per esempio è avvenuto con l’attività svolta nell’ambito di questo Progetto G.A.L., per la comprensione delle relazioni di causa/effetto dei processi di degrado delle risorse naturali, particolarmente della quantità e qualità delle acque di falda e della fertilità dei terreni.

Lotta alla desertificazione.

TARANTINO, EMANUELE;FRABBONI, LAURA;GIULIANI, MARCELLA MICHELA;GATTA, GIUSEPPE;DISCIGLIO, GRAZIA;LIBUTTI, ANGELA;
2008-01-01

Abstract

La desertificazione è una calamità di origini antiche che solo da pochi anni suscita preoccupazioni, in quanto i processi di desertificazione si stanno sviluppando su scala globale e a ritmo accelerato, rendendo ogni anno inutilizzabili nel mondo circa 60 mila chilometri quadrati di terreni, mentre su 5,2 miliardi di ettari di terre utili per l’agricoltura circa 3,6 miliardi soffrono di erosione e di degrado avanzato. Pertanto, ogni cambiamento nei metodi di coltivazione vede protagonisti gli agricoltori, sia in quanto destinatari di processi formativi, sia come attori nell’applicazione delle tecniche di conservazione delle risorse naturali disponibili sul territorio. Ad oggi, solo le misure agro-ambientali della Politica Agricola Comunitaria (PAC) con i relativi regolamenti attuativi hanno riconosciuto tale ruolo di attori della conservazione agli agricoltori, prevedendo opportuni incentivi a coloro che hanno adottato tecniche di estensivizzazione delle coltivazioni. Le azioni ai fini della lotta alla desertificazione che possono trovare applicazione in campo agricolo riguardano gli interventi agronomici denominati “Buone Pratiche Agricole” sono: la corretta gestione dell’irrigazione per ridurre gli sprechi e le perdite nel terreno; il controllo e razionalizzazione degli emungimenti idrici; le lavorazioni del terreno; gli avvicendamenti colturali; la corretta gestione della fertilità e fertilizzazione e dei residui colturali per aumentare la sostanza organica; l’impiego delle acque reflue; l’equilibrato controllo sugli agrofarmaci e sulle malattie vegetali; le sistemazioni idraulico-agrarie; gli incentivazione alla ricerca su tematiche riguardanti la sostenibilità. E’ chiaro che le strategie di mitigazione del processo di desertificazione non sono più procrastinabili e, nella loro definizione, appare rilevante la collaborazione con gli operatori agricoli per la individuazione degli interventi. Ciò pone in risalto la necessità di maggiore capacità relazionali dell’imprenditore agricolo e una professionalità più ampia. Per questo è necessario sviluppare servizi di assistenza tecnica e adeguare il processo formativo, come per esempio è avvenuto con l’attività svolta nell’ambito di questo Progetto G.A.L., per la comprensione delle relazioni di causa/effetto dei processi di degrado delle risorse naturali, particolarmente della quantità e qualità delle acque di falda e della fertilità dei terreni.
2008
9788874270156
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