Il contributo presenta gli esiti di una ricerca volta a delineare gli elementi di continuità e trasformazione nelle pratiche costruttive della Puglia centro-settentrionale tra X e XII sec., anche con l’obiettivo di testarne le eventuali relazioni con i forti sconvolgimenti politico-istituzionali verificatisi nella regione nel corso dell’XI sec. L’esame delle tecniche murarie, prendendo in considerazione diverse tipologie edilizie (fabbriche religiose e civili, di natura residenziale e funzionale) e spingendosi ad analizzare anche le tracce di lavorazione e finitura superficiale dei materiali posti in opera, giunge a riconoscere nell’XI sec. un momento di cambiamento essenziale nelle prassi costruttive del comprensorio, segnato dalla reintroduzione nell’architettura di prestigio (in ispecie religiosa) della pietra da taglio e da modalità più specializzate nell’apparecchiatura e nella finitura delle opere murarie. La ricerca tenta di mettere a fuoco i possibili collegamenti tra l’emergere delle nuove pratiche edilizie e i processi di mutamento innescati e/o favoriti dalla diffusione nel territorio del monachesimo benedettino e dall’ascesa dei Normanni. Ruolo guida nella lettura dei fenomeni hanno svolto le indagini archeologiche sistematiche applicate alle architetture della città medievale abbandonata di Montecorvino sui Monti Dauni, laddove l’osservazione delle successioni edilizie all’interno della cattedrale, costruita nell’XI e fortemente modificata tra XII e XIII sec., ha consentito di avanzare ipotesi più circostanziate sulla natura delle trasformazioni in atto nel periodo indicato.

L'edilizia di XI secolo nella Puglia centro-settentrionale: problemi e prospettive di ricerca alla luce di alcuni casi di studio

GIULIANI, ROBERTA
2011

Abstract

Il contributo presenta gli esiti di una ricerca volta a delineare gli elementi di continuità e trasformazione nelle pratiche costruttive della Puglia centro-settentrionale tra X e XII sec., anche con l’obiettivo di testarne le eventuali relazioni con i forti sconvolgimenti politico-istituzionali verificatisi nella regione nel corso dell’XI sec. L’esame delle tecniche murarie, prendendo in considerazione diverse tipologie edilizie (fabbriche religiose e civili, di natura residenziale e funzionale) e spingendosi ad analizzare anche le tracce di lavorazione e finitura superficiale dei materiali posti in opera, giunge a riconoscere nell’XI sec. un momento di cambiamento essenziale nelle prassi costruttive del comprensorio, segnato dalla reintroduzione nell’architettura di prestigio (in ispecie religiosa) della pietra da taglio e da modalità più specializzate nell’apparecchiatura e nella finitura delle opere murarie. La ricerca tenta di mettere a fuoco i possibili collegamenti tra l’emergere delle nuove pratiche edilizie e i processi di mutamento innescati e/o favoriti dalla diffusione nel territorio del monachesimo benedettino e dall’ascesa dei Normanni. Ruolo guida nella lettura dei fenomeni hanno svolto le indagini archeologiche sistematiche applicate alle architetture della città medievale abbandonata di Montecorvino sui Monti Dauni, laddove l’osservazione delle successioni edilizie all’interno della cattedrale, costruita nell’XI e fortemente modificata tra XII e XIII sec., ha consentito di avanzare ipotesi più circostanziate sulla natura delle trasformazioni in atto nel periodo indicato.
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