I nuovi requisiti di capitale proposti da Basilea III modificano, in termini sia quantitativi che qualitativi, il capitale di vigilanza delle banche. Il presente lavoro di ricerca delinea una metodologia finalizzata a valutare l'impatto di un aumento dei requisiti di capitale sul costo della raccolta bancaria ed i conseguenti effetti sul costo del credito per famiglie e imprese. In particolare, utilizzando sia il Capital Asset Pricing Model (CAPM) che il Discounted Cash Flow (DCF) model, si è provveduto a valutare in che misura i cambiamenti nella struttura del capitale delle banche possono influenzare il costo del common equity (re) e il livello di capitalizzazione di mercato dell’intermediario. Si è quindi proceduto a stimare la variazione del tasso di interesse medio sui prestiti bancari necessaria a preservare il valore di mercato del capitale azionario. Le stime si basano su dati relativi alle banche italiane quotate. Secondo tali stime, l'impatto di lungo periodo di Basilea 3 sui tassi d’interesse è modesto: nella peggiore delle ipotesi, la metodologia implementata suggerisce che ogni punto percentuale di aumento del requisito di capitale possa essere recuperato aumentando i tassi sui prestiti di soli 7 punti base. Pertanto, il sistema bancario italiano dovrebbe essere in grado di adeguarsi ai più elevati requisiti di capitale senza alcun effetto significativo sul costo del credito per l’economia.

Adeguatezza patrimoniale, leva finanziaria e costo della raccolta nel sistema bancario: come possono influenzare il costo del credito?

DI BIASE, PASQUALE;D'APOLITO, ELISABETTA
2011

Abstract

I nuovi requisiti di capitale proposti da Basilea III modificano, in termini sia quantitativi che qualitativi, il capitale di vigilanza delle banche. Il presente lavoro di ricerca delinea una metodologia finalizzata a valutare l'impatto di un aumento dei requisiti di capitale sul costo della raccolta bancaria ed i conseguenti effetti sul costo del credito per famiglie e imprese. In particolare, utilizzando sia il Capital Asset Pricing Model (CAPM) che il Discounted Cash Flow (DCF) model, si è provveduto a valutare in che misura i cambiamenti nella struttura del capitale delle banche possono influenzare il costo del common equity (re) e il livello di capitalizzazione di mercato dell’intermediario. Si è quindi proceduto a stimare la variazione del tasso di interesse medio sui prestiti bancari necessaria a preservare il valore di mercato del capitale azionario. Le stime si basano su dati relativi alle banche italiane quotate. Secondo tali stime, l'impatto di lungo periodo di Basilea 3 sui tassi d’interesse è modesto: nella peggiore delle ipotesi, la metodologia implementata suggerisce che ogni punto percentuale di aumento del requisito di capitale possa essere recuperato aumentando i tassi sui prestiti di soli 7 punti base. Pertanto, il sistema bancario italiano dovrebbe essere in grado di adeguarsi ai più elevati requisiti di capitale senza alcun effetto significativo sul costo del credito per l’economia.
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