Gianni Rodari fu un maestro di scuola, ma ufficialmente si innamorò della scuola molto più tardi rispetto a quando iniziò a lavorare come maestro elementare. La consapevolezza della dimensione fantastica che la scuola poteva garantire è legata alla diffusione di opere appositamente scritte per un uso scolastico, tra cui "Il libro degli errori", il cui contenuto viene analizzato nel presente saggio accanto a quello de "La Grammatica della Fantasia". Sono queste le opere che evidenziano il grande intuito di Rodari: l’arte di inventare storie può essere molto più di una semplice tecnica didattica in quanto strumento per progettare e realizzare un vero e proprio cambiamento sociale e politico. A questo aspetto si ricollega la rivalutazione dell’errore come dispositivo pedagogico in grado di liberare il pensiero divergente e di promuovere i processi della capacità fantastica, che sono spesso inutilmente intrappolati in schemi rigidi e rigidamente organizzati. Il problema consiste proprio nell’incapacità di riconoscere gli errori, di distinguere gli errori gravi, che vanno corretti, dai piccoli errori, che vanno invece incoraggiati perché sono spesso utili per riflettere sui mali del mondo e per imparare a dare il giusto peso e il giusto valore alle cose.

Dall’errore all’errare. Gianni Rodari e la sua scuola di creatività

DE SERIO, BARBARA
2012

Abstract

Gianni Rodari fu un maestro di scuola, ma ufficialmente si innamorò della scuola molto più tardi rispetto a quando iniziò a lavorare come maestro elementare. La consapevolezza della dimensione fantastica che la scuola poteva garantire è legata alla diffusione di opere appositamente scritte per un uso scolastico, tra cui "Il libro degli errori", il cui contenuto viene analizzato nel presente saggio accanto a quello de "La Grammatica della Fantasia". Sono queste le opere che evidenziano il grande intuito di Rodari: l’arte di inventare storie può essere molto più di una semplice tecnica didattica in quanto strumento per progettare e realizzare un vero e proprio cambiamento sociale e politico. A questo aspetto si ricollega la rivalutazione dell’errore come dispositivo pedagogico in grado di liberare il pensiero divergente e di promuovere i processi della capacità fantastica, che sono spesso inutilmente intrappolati in schemi rigidi e rigidamente organizzati. Il problema consiste proprio nell’incapacità di riconoscere gli errori, di distinguere gli errori gravi, che vanno corretti, dai piccoli errori, che vanno invece incoraggiati perché sono spesso utili per riflettere sui mali del mondo e per imparare a dare il giusto peso e il giusto valore alle cose.
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