Il saggio tenta la prima ricostruzione sistematica degli ammortizzatori sociali in deroga, giudicati ormai come un vero e proprio sistema, che si aggiunge a quello “ordinario” e a quello fondato sulla solidarietà categoriale. In primo luogo, vi si analizza l’ampiezza della derogabilità delle previsioni legislative (campo di applicazione, cause di intervento, durata, requisiti di accesso), e la struttura delle norme autorizzatorie, nonché le finalità e anche i sempre più stringenti limiti, dapprima relativi solo al quantum del trattamento, ma poi, dal 2009, relativi anche ai requisiti soggettivi degli aventi titolo. La riduzione percentuale della platea degli interessati rispetto alle singole aziende è invece qualificata non limite ma elemento strutturale della fattispecie. Si passa poi alla discussione della disciplina del procedimento di concessione, nella successione delle norme di legge che l’ha prevista, anche con riferimento all’ipotesi della richiesta di pagamento diretto dell’integrazione salariale da parte dell’INPS, e all’individuazione di chi sia il soggetto onerato del controllo di conformità dell’accordo aziendale a quello previsto di livello regionale, che si rinviene nelle Regioni stesse. Nel seguito, si esaminano criticamente gli accordi Stato – Regioni, e poi l’accordo specifico tra la Regione Puglia e le parti sociali. Viene inoltre inquadrata dogmaticamente la situazione soggettiva dei beneficiari attuali e potenziali del trattamento, escludendone per più ragioni la qualificazione in termini di diritto soggettivo, e osservando criticamente il rafforzamento della condizionalità che sugli stessi grava. Si discute poi il complesso rapporto tra Stato e Regioni nella disciplina e nella gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, anche alla luce della normativa costituzionale e comunitaria, escludendo, a differenza di quanto affermato da altri AA., l’illegittimità degli stessi in quanto costituiscono aiuti alla persona e non aiuti di Stato all’impresa. In conclusione, viene individuata la potenzialità dell’istituto come tappa di una faticosa e contraddittoria evoluzione verso l’universalizzazione dei trattamenti.

Ammortizzatori sociali in deroga. Riflessioni a partire dal caso della Puglia

BARBIERI, MARCO
2009

Abstract

Il saggio tenta la prima ricostruzione sistematica degli ammortizzatori sociali in deroga, giudicati ormai come un vero e proprio sistema, che si aggiunge a quello “ordinario” e a quello fondato sulla solidarietà categoriale. In primo luogo, vi si analizza l’ampiezza della derogabilità delle previsioni legislative (campo di applicazione, cause di intervento, durata, requisiti di accesso), e la struttura delle norme autorizzatorie, nonché le finalità e anche i sempre più stringenti limiti, dapprima relativi solo al quantum del trattamento, ma poi, dal 2009, relativi anche ai requisiti soggettivi degli aventi titolo. La riduzione percentuale della platea degli interessati rispetto alle singole aziende è invece qualificata non limite ma elemento strutturale della fattispecie. Si passa poi alla discussione della disciplina del procedimento di concessione, nella successione delle norme di legge che l’ha prevista, anche con riferimento all’ipotesi della richiesta di pagamento diretto dell’integrazione salariale da parte dell’INPS, e all’individuazione di chi sia il soggetto onerato del controllo di conformità dell’accordo aziendale a quello previsto di livello regionale, che si rinviene nelle Regioni stesse. Nel seguito, si esaminano criticamente gli accordi Stato – Regioni, e poi l’accordo specifico tra la Regione Puglia e le parti sociali. Viene inoltre inquadrata dogmaticamente la situazione soggettiva dei beneficiari attuali e potenziali del trattamento, escludendone per più ragioni la qualificazione in termini di diritto soggettivo, e osservando criticamente il rafforzamento della condizionalità che sugli stessi grava. Si discute poi il complesso rapporto tra Stato e Regioni nella disciplina e nella gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, anche alla luce della normativa costituzionale e comunitaria, escludendo, a differenza di quanto affermato da altri AA., l’illegittimità degli stessi in quanto costituiscono aiuti alla persona e non aiuti di Stato all’impresa. In conclusione, viene individuata la potenzialità dell’istituto come tappa di una faticosa e contraddittoria evoluzione verso l’universalizzazione dei trattamenti.
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