Il sistema della giustizia penale è stato ancora una volta oggetto nel 2008 di compositi interventi "urgenti" che hanno inciso sul diritto penale, sul diritto processuale penale, sulle misure di prevenzione e sull'ordinamento giudiziario, coinvolgendo altresì il diritto amministrativo. Leit motiv delle innovazioni è il tema della sicurezza pubblica, rispetto al quale vengono elaborate strategie di contrasto in chiave eminentemente repressiva che investono in particolare i temi dell'immigrazione, della circolazione stradale, dell'emergenza ambientale. Accanto a tali esigenze, tuttavia, l'occasione è stata utilizzata dai law makers per intervenire su istituti chiave del diritto e del processo penale, seguendo una consolidata tradizione: dalle circostanze del reato ai riti differenziati, dalle regole in materia di attribuzione e competenza al sequestro probatorio, dalla sospensione dell'esecuzione della pena al gratuito patrocinio per i non abbienti. Il dibattito sui temi della ragionevole durata e della gestione dei crescenti carichi processuali è poi sfociato in disposizioni che tracciano criteri di priorità nell'organizzazione del lavoro giudiziario e lambiscono la regola costituzione dell'obbligatorietà dell'azione penale, originando contestualmente una disciplina della sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato surrogatoria di quella dichiarata incostituzionale nel 2004. Il risultato complessivo che scaturisce da tale manovra legislativa attuata nel primo scorcio della XVI legislatura pone seri problemi interpretativi, stante la disomogeneità e disorganicità degli innesti, rendendo arduo (ma avvincente) i compito di ricostruzione sistematica dello studioso e, al contempo, incerta l'applicazione quotidiana delle nuove norme.

Il fascino discreto dell'emergenza

LORUSSO, SERGIO
2008

Abstract

Il sistema della giustizia penale è stato ancora una volta oggetto nel 2008 di compositi interventi "urgenti" che hanno inciso sul diritto penale, sul diritto processuale penale, sulle misure di prevenzione e sull'ordinamento giudiziario, coinvolgendo altresì il diritto amministrativo. Leit motiv delle innovazioni è il tema della sicurezza pubblica, rispetto al quale vengono elaborate strategie di contrasto in chiave eminentemente repressiva che investono in particolare i temi dell'immigrazione, della circolazione stradale, dell'emergenza ambientale. Accanto a tali esigenze, tuttavia, l'occasione è stata utilizzata dai law makers per intervenire su istituti chiave del diritto e del processo penale, seguendo una consolidata tradizione: dalle circostanze del reato ai riti differenziati, dalle regole in materia di attribuzione e competenza al sequestro probatorio, dalla sospensione dell'esecuzione della pena al gratuito patrocinio per i non abbienti. Il dibattito sui temi della ragionevole durata e della gestione dei crescenti carichi processuali è poi sfociato in disposizioni che tracciano criteri di priorità nell'organizzazione del lavoro giudiziario e lambiscono la regola costituzione dell'obbligatorietà dell'azione penale, originando contestualmente una disciplina della sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato surrogatoria di quella dichiarata incostituzionale nel 2004. Il risultato complessivo che scaturisce da tale manovra legislativa attuata nel primo scorcio della XVI legislatura pone seri problemi interpretativi, stante la disomogeneità e disorganicità degli innesti, rendendo arduo (ma avvincente) i compito di ricostruzione sistematica dello studioso e, al contempo, incerta l'applicazione quotidiana delle nuove norme.
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