L'agricoltura biologica rappresenta uno dei fenomeni più interessanti fra quelli che hanno caratterizzato l'evoluzione del settore primario europeo nell'ultimo ventennio. Dopo un periodo di forte crescita, in modo particolare dal lato della produzione, sono diventati percepibili i segni di una prima battuta di arresto. Sulla base di tale riflessione, nel 2004, tredici unità di ricerca appartenenti ad altrettante università italiane, hanno messo a punto un progetto PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) al fine di analizzare le prospettive future dell'agricoltura biologica italiana. Il presente volume raccoglie i lavori prodotti nell'ambito di questa ricerca fornendo un quadro di ampio respiro sulle problematiche attuali di questo settore ed offrendo interessanti spunti di riflessione tanto al ricercatore quanto al decisore politico interessato a questo comparto. Il presente lavoro, nello specifico, ha preso in considerazione una delle principali filiere agro-alimentari della provincia di Foggia, quella dell’olio extravergine di oliva, prodotto per il quale le strategie di valorizzazione intraprese vedono seguire strade diverse, dal biologico alla denominazione di origine o la combinazione dei due standard volontari (DOP e biologico). Obiettivo della ricerca è stato quello di valutare se vi è competizione tra certificazione DOP e certificazione biologica in termini di convenienza per i produttori olivicoli della provincia di Foggia ad adottare un sistema di certificazione piuttosto che l’altro. Sono stati confrontati i maggiori costi associati all’adozione dei due sistemi di certificazione e l’incremento dei ricavi ad essi associato. Sono state identificate ed esaminate, inoltre, le difficoltà tecniche e burocratiche incontrate dai produttori olivicoli nell’adozione dei due sistemi di certificazione, il ruolo degli enti di certificazione, gli elementi di fiducia tra le aziende olivicole e gli enti di certificazione, tra quest’ultime e gli altri attori della filiera e, da ultimo, viene analizzato il peso, in termini di fatturato, della produzione biologica e quello dei prodotti certificati con marchi d’origine DOP. Infine, sono state tracciate linee di analisi relative all’impatto delle politiche territoriali sulla profittabilità e la competitività dell’agricoltura biologica e delle due relative filiere.

Prodotti biologici ed altre tipologie di certificazione nell'area della Piana del Tavoliere (FG)

CONTO', FRANCESCO
2007

Abstract

L'agricoltura biologica rappresenta uno dei fenomeni più interessanti fra quelli che hanno caratterizzato l'evoluzione del settore primario europeo nell'ultimo ventennio. Dopo un periodo di forte crescita, in modo particolare dal lato della produzione, sono diventati percepibili i segni di una prima battuta di arresto. Sulla base di tale riflessione, nel 2004, tredici unità di ricerca appartenenti ad altrettante università italiane, hanno messo a punto un progetto PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) al fine di analizzare le prospettive future dell'agricoltura biologica italiana. Il presente volume raccoglie i lavori prodotti nell'ambito di questa ricerca fornendo un quadro di ampio respiro sulle problematiche attuali di questo settore ed offrendo interessanti spunti di riflessione tanto al ricercatore quanto al decisore politico interessato a questo comparto. Il presente lavoro, nello specifico, ha preso in considerazione una delle principali filiere agro-alimentari della provincia di Foggia, quella dell’olio extravergine di oliva, prodotto per il quale le strategie di valorizzazione intraprese vedono seguire strade diverse, dal biologico alla denominazione di origine o la combinazione dei due standard volontari (DOP e biologico). Obiettivo della ricerca è stato quello di valutare se vi è competizione tra certificazione DOP e certificazione biologica in termini di convenienza per i produttori olivicoli della provincia di Foggia ad adottare un sistema di certificazione piuttosto che l’altro. Sono stati confrontati i maggiori costi associati all’adozione dei due sistemi di certificazione e l’incremento dei ricavi ad essi associato. Sono state identificate ed esaminate, inoltre, le difficoltà tecniche e burocratiche incontrate dai produttori olivicoli nell’adozione dei due sistemi di certificazione, il ruolo degli enti di certificazione, gli elementi di fiducia tra le aziende olivicole e gli enti di certificazione, tra quest’ultime e gli altri attori della filiera e, da ultimo, viene analizzato il peso, in termini di fatturato, della produzione biologica e quello dei prodotti certificati con marchi d’origine DOP. Infine, sono state tracciate linee di analisi relative all’impatto delle politiche territoriali sulla profittabilità e la competitività dell’agricoltura biologica e delle due relative filiere.
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