I progressi delle economie emergenti rilevati oggi sono il risultato di un percorso graduale e sistematico; ancora nel 1992 l’incidenza delle econo-mie BRIC sul PIL mondiale era poco meno del 6%, giungendo a più che raddoppiare nel 2007 (13,2%), alla vigilia della crisi finanziaria. L’affermazione rapida dei BRIC sui mercati e nell’economia mondiale scandisce una fase di accelerazione nella storia economica (e non solo), che ha cambiato in modo permanente gli assetti di egemonia e gli equilibri raggiunti, conferendo un diverso spessore ed una nuova dimensione alle sfide ed alle strategie economico-commerciali. In pratica, lo scenario attuale ap-pare il risultato di una sorta di global remix tra aree e paesi in crescita, se-condo un processo assai dinamico di sostituzioni ed avvicendamenti, a vol-te complessi da seguire e governare. Quel che è certo è che le acquisizioni di imprese nei Paesi ricchi rappre-sentano l’aspetto nuovo e peculiare dei flussi di investimenti provenienti dalle economie emergenti, ed incidono notevolmente sugli equilibri geopo-litici, spostando quelli che sono i “pesi” e le posizioni relative delle diverse economie nello scacchiere internazionale a favore dell’Asia orientale. Nell’immediato futuro comunque, posto che ormai la globalizzazione non si può fermare, c’è da attendersi un incremento graduale e continuo dell’incertezza nell’economia mondiale, una crescente interdipendenza tra i Paesi, un riposizionamento delle diverse economie sui mercati internazio-nali. E’ strategico implementare la realizzazio-ne di una serie di regole internazionali finalizzate al controllo dei rischi de-rivanti dalla sempre più stretta interdipendenza tra le economie; un crescen-te coordinazione e cooperazione tra le stesse è inoltre necessaria per poter governare gli effetti negativi della globalizzazione, che comunque, come da più parti si continua a ricordare, ha consentito l’uscita dalla povertà per milioni di persone.

Il nuovo scacchiere internazionale: le economie BRIC

LORIZIO, MARILENE
2010

Abstract

I progressi delle economie emergenti rilevati oggi sono il risultato di un percorso graduale e sistematico; ancora nel 1992 l’incidenza delle econo-mie BRIC sul PIL mondiale era poco meno del 6%, giungendo a più che raddoppiare nel 2007 (13,2%), alla vigilia della crisi finanziaria. L’affermazione rapida dei BRIC sui mercati e nell’economia mondiale scandisce una fase di accelerazione nella storia economica (e non solo), che ha cambiato in modo permanente gli assetti di egemonia e gli equilibri raggiunti, conferendo un diverso spessore ed una nuova dimensione alle sfide ed alle strategie economico-commerciali. In pratica, lo scenario attuale ap-pare il risultato di una sorta di global remix tra aree e paesi in crescita, se-condo un processo assai dinamico di sostituzioni ed avvicendamenti, a vol-te complessi da seguire e governare. Quel che è certo è che le acquisizioni di imprese nei Paesi ricchi rappre-sentano l’aspetto nuovo e peculiare dei flussi di investimenti provenienti dalle economie emergenti, ed incidono notevolmente sugli equilibri geopo-litici, spostando quelli che sono i “pesi” e le posizioni relative delle diverse economie nello scacchiere internazionale a favore dell’Asia orientale. Nell’immediato futuro comunque, posto che ormai la globalizzazione non si può fermare, c’è da attendersi un incremento graduale e continuo dell’incertezza nell’economia mondiale, una crescente interdipendenza tra i Paesi, un riposizionamento delle diverse economie sui mercati internazio-nali. E’ strategico implementare la realizzazio-ne di una serie di regole internazionali finalizzate al controllo dei rischi de-rivanti dalla sempre più stretta interdipendenza tra le economie; un crescen-te coordinazione e cooperazione tra le stesse è inoltre necessaria per poter governare gli effetti negativi della globalizzazione, che comunque, come da più parti si continua a ricordare, ha consentito l’uscita dalla povertà per milioni di persone.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/10683
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