A distanza di tre lustri dall’avvio del processo di “aziendalizzazione” in sanità, molte aziende sanitarie pubbliche vengono accusate di spendere impropriamente le proprie risorse e di erogare prestazioni assistenziali non sempre qualitativamente adeguate. Di fronte a tali risultati, gli operatori che hanno inizialmente creduto nel processo di aziendalizzazione incominciano a nutrire un senso di sfiducia, mentre coloro che sin dall’inizio del processo di riforma si sono dimostrati scettici, e spesso contrari, dichiarano il “fallimento” dell’aziendalizzazione. Un’ampia e autorevole dottrina economico-aziendale risponde alle critiche mosse da più parti all’aziendalizzazione, ribadendo che il processo di riforma non determina, di per sé, un “cambiamento”. Quest’ultimo si realizza soltanto se le persone che operano all’interno delle aziende sanitarie pubbliche modificano, di fatto, i loro atteggiamenti. La vera sfida per tali aziende è, dunque, quella di “attuare il cambiamento”. Alla luce di tali considerazioni, nel presente lavoro, si focalizza, in particolare, l’attenzione sulla figura del “dirigente”. Siamo convinti che il cambiamento nelle aziende sanitarie pubbliche dipenda in buona misura dalla capacità dei dirigenti di interpretare al meglio il proprio ruolo. Nel capitolo primo, si delineano i tratti essenziali del processo di riforma delle aziende sanitarie pubbliche. Nel capitolo secondo, si sottolinea la necessità di esercitare l’autonomia aziendale nella prospettiva della creazione del valore. Il capitolo terzo descrive le varie tipologie di dirigenti delle aziende sanitarie pubbliche ed evidenzia il loro ruolo nel processo che conduce alla generazione del valore pubblico. Nel capitolo quarto, si richiama la disciplina del lavoro con particolare riferimento ai dirigenti delle aziende sanitarie pubbliche. Nel capitolo quinto, si analizza il sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali. Il sistema in parola si propone di orientare il comportamento dei manager (dirigenti di struttura) e dei professional worker (dirigenti medici e altri professionisti) verso l’obiettivo della generazione del valore. Nel capitolo sesto, infine, si svolgono alcune considerazioni conclusive.

La creazione del valore nelle aziende sanitarie pubbliche. Il ruolo dei dirigenti

BIANCHI, PIERVITO
2009

Abstract

A distanza di tre lustri dall’avvio del processo di “aziendalizzazione” in sanità, molte aziende sanitarie pubbliche vengono accusate di spendere impropriamente le proprie risorse e di erogare prestazioni assistenziali non sempre qualitativamente adeguate. Di fronte a tali risultati, gli operatori che hanno inizialmente creduto nel processo di aziendalizzazione incominciano a nutrire un senso di sfiducia, mentre coloro che sin dall’inizio del processo di riforma si sono dimostrati scettici, e spesso contrari, dichiarano il “fallimento” dell’aziendalizzazione. Un’ampia e autorevole dottrina economico-aziendale risponde alle critiche mosse da più parti all’aziendalizzazione, ribadendo che il processo di riforma non determina, di per sé, un “cambiamento”. Quest’ultimo si realizza soltanto se le persone che operano all’interno delle aziende sanitarie pubbliche modificano, di fatto, i loro atteggiamenti. La vera sfida per tali aziende è, dunque, quella di “attuare il cambiamento”. Alla luce di tali considerazioni, nel presente lavoro, si focalizza, in particolare, l’attenzione sulla figura del “dirigente”. Siamo convinti che il cambiamento nelle aziende sanitarie pubbliche dipenda in buona misura dalla capacità dei dirigenti di interpretare al meglio il proprio ruolo. Nel capitolo primo, si delineano i tratti essenziali del processo di riforma delle aziende sanitarie pubbliche. Nel capitolo secondo, si sottolinea la necessità di esercitare l’autonomia aziendale nella prospettiva della creazione del valore. Il capitolo terzo descrive le varie tipologie di dirigenti delle aziende sanitarie pubbliche ed evidenzia il loro ruolo nel processo che conduce alla generazione del valore pubblico. Nel capitolo quarto, si richiama la disciplina del lavoro con particolare riferimento ai dirigenti delle aziende sanitarie pubbliche. Nel capitolo quinto, si analizza il sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali. Il sistema in parola si propone di orientare il comportamento dei manager (dirigenti di struttura) e dei professional worker (dirigenti medici e altri professionisti) verso l’obiettivo della generazione del valore. Nel capitolo sesto, infine, si svolgono alcune considerazioni conclusive.
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