L’articolo si inserisce in un volume collettaneo di commento alla riforma del mercato del lavoro ad opera del d.lgs. n. 276 del 2003 e si concentra sulla nuova normativa in tema di apprendistato e contratto di inserimento. L’A. analizza la nuova disciplina contenuta in una serie di norme (artt. 47-60) di cui evidenzia la non chiara intelligibilità (soprattutto per il rimando a diverse fonti di regolamentazione), tant’è che lo stesso legislatore è dovuto intervenire con una serie di correttivi, più formali che sostanziali per certi aspetti, che se, da un lato, hanno eliminato alcuni dubbi interpretativi e applicativi, da un altro, hanno introdotto nuovi elementi di incertezza, impedendo il consolidamento di prassi applicative certe in un quadro normativo particolarmente complesso, uscito, comunque, indenne dal vaglio di costituzionalità. Il lavoro si sviluppa attraverso l’esame delle principali caratteristiche dei nuovi modelli negoziali, con un attento studio del dato positivo, nella prospettiva di verificare, a due anni dall’entrata in vigore della riforma il loro stato di attuazione e, soprattutto, il grado di soddisfacimento delle finalità ad essi sottese. L’A. dimostra che il quadro normativo nazionale continua a presentarsi come un confuso rimescolamento di concetti, regole e discipline, non in grado di fornire le linee di un disegno organico di riforma e di eliminare le note ambiguità che caratterizzano i contratti a contenuto formativo.

I contratti a contenuto formativo: apprendistato e contratto di inserimento

D'ONGHIA, MADIA
2006

Abstract

L’articolo si inserisce in un volume collettaneo di commento alla riforma del mercato del lavoro ad opera del d.lgs. n. 276 del 2003 e si concentra sulla nuova normativa in tema di apprendistato e contratto di inserimento. L’A. analizza la nuova disciplina contenuta in una serie di norme (artt. 47-60) di cui evidenzia la non chiara intelligibilità (soprattutto per il rimando a diverse fonti di regolamentazione), tant’è che lo stesso legislatore è dovuto intervenire con una serie di correttivi, più formali che sostanziali per certi aspetti, che se, da un lato, hanno eliminato alcuni dubbi interpretativi e applicativi, da un altro, hanno introdotto nuovi elementi di incertezza, impedendo il consolidamento di prassi applicative certe in un quadro normativo particolarmente complesso, uscito, comunque, indenne dal vaglio di costituzionalità. Il lavoro si sviluppa attraverso l’esame delle principali caratteristiche dei nuovi modelli negoziali, con un attento studio del dato positivo, nella prospettiva di verificare, a due anni dall’entrata in vigore della riforma il loro stato di attuazione e, soprattutto, il grado di soddisfacimento delle finalità ad essi sottese. L’A. dimostra che il quadro normativo nazionale continua a presentarsi come un confuso rimescolamento di concetti, regole e discipline, non in grado di fornire le linee di un disegno organico di riforma e di eliminare le note ambiguità che caratterizzano i contratti a contenuto formativo.
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